Mille
Il primo episodio si chiama Mille. Perché? Bhe, prima di tutto perché spero di arrivare a mille episodi un giorno, è sempre meglio sognare in grande no?
Poi perché questo numero può essere un filo conduttore per parlare di alcuni eventi importanti e mi sembra interessante iniziare la nuova stagione con questo argomento.

La lingua italiana ha mille anni, è millenaria. Veramente ha più di mille anni, più o meno 1059 anni. Più o meno dico, e adesso vi spiego perché. 
Ma, tu mi chiederai: Linda, come facciamo a sapere la data di nascita di una lingua? Beh, per la lingua italiana possiamo fare riferimento a un importante documento che è stato scritto nel 960 dopo Cristo. Questo documento si chiama Placito Capuano ed è il primo documento dove la lingua italiana compare in forma scritta. 

Adesso ti dico due parole su questo documento. Prima di tutto, il Placito Capuano era un documento ufficiale, un atto notarile. L’atto notarile è un documento formale che ancora oggi firmiamo davanti a un testimone - un notaio1 appunto - per dare valore2 a un contratto fatto fra due persone. Pensiamo ad esempio a quando vogliamo vendere una casa o altri tipi di contratti finanziari. Bene, il Placito Capuano era un documento firmato a Capua nel 960. 

Questo documento attestava3 che alcune terre erano di proprietà dell’Abbazia4 di san Benedetto. Per confermare questa informazione, sono chiamati tre testimoni. Il documento era in latino, attenzione. A quel tempo, la lingua ufficiale era ancora il latino. Però, le testimonianze delle tre persone è in volgare, in italiano. Le parole della testimonianza nel documento sono le prime tracce5 di una lingua italiana. Per questo motivo, questo documento è considerato il certificato di nascita della lingua italiana. Anche se poi, come sappiamo, l’italiano diventerà lingua ufficiale secoli più avanti.

Un altro evento, storico, che fu6 importante per la storia politica d’Italia è la spedizione dei Mille. Se vai in Italia, in qualsiasi città italiana, non è importante se grande o piccola, c’è di solito una via Garibaldi o piazza Garibaldi. 
Garibaldi fu uno dei protagonisti dell’Unione d’Italia o Risorgimento7. Abbiamo detto che l’Italia è una nazione solo dal 1861, non da moltissimi anni. Prima di quell’anno, l’Italia era governata da diverse famiglie. In particolare, prima di questa data, il Sud era in mano ai Borboni, una delle più importanti famiglie regnanti d’Europa. Gran parte del Nord Est, invece, era sotto il governo austriaco. Il nord Ovest era in mano alla famiglia dei Savoia. Poi, c’erano alcuni ducati indipendenti e il regno Pontificio che era del Vaticano. 

Nella prima metà del 1800 iniziano alcuni movimenti per liberare l’Italia e unificare9 il paese. Adesso non racconterò qui la storia dell’Unione d’Italia. Dico solo che nel 1860 tutto era pronto, e il piano era fatto. Il comandante Giuseppe Garibaldi parte da Genova con 1084 volontari armati - I mille appunto - diretto verso la Sicilia. Vuole risalire l’Italia e liberare o conquistare - dipende dai punti di vista - i territori che sono sotto una dominazione10 straniera. 

In conclusione, la Spedizione dei Mille fu un’importante spedizione militare che portò all’unificazione politica d’Italia e quindi alla nascita dello Stato Italiano. Un’unificazione politica sì, dal 1861 l’Italia è ufficialmente uno stato unitario, una monarchia prima e poi una Repubblica.  Ma è giusto aggiungere alcune considerazioni11 a questo riguardo, cerco di essere breve. Abbiamo sempre visto la Spedizione dei Mille e l’Unificazione d’Italia come qualcosa di eroico e vittorioso, felice per tutta l’Italia. In realtà negli anni sono uscite altre versioni di questa storia, retroscena12 che non sono molto felici. Il Sud Italia ha sofferto molto a causa della liberazione e molte persone innocenti sono morte senza motivo, in modo violento. Queste persone erano in gran parte contadini. Non sono un’esperta di questo argomento e devo leggere ancora molto, per questo non continuo in questo discorso oggi.  È giusto parlare di questi temi, indagare, leggere, per scoprire i diversi lati della storia che i libri a scuola non raccontano. Perché penso che la realtà non sia sempre nero o bianco, buono o cattivo. Forse possiamo parlare ancora di questo tema in futuro.

Ma adesso, abbiamo parlato di temi un po’ seri, torniamo alla leggerezza e parliamo un po’ di cibo. Ma prima, devo ammettere una cosa. Mentre preparavo questo episodio del podcast ho pensato a un dolce che ha mille nel suo nome: la torta millefoglie. Poi, mentre cercavo informazioni, ho scoperto che la millefoglie è in realtà un dolce di origine francese! Ho pensato: nooo, e adesso che cosa dico? Bene, non voglio togliere ai miei amici francesi i meriti di un dolce così buono: bravi francesi, la millefoglie è buonissima! Parlo quindi di un altro dolce che non ha mille nel nome, ma è buonissimo lo stesso e la consistenza ricorda un po’ la torta millefoglie. Bene, il dolce si chiama sfogliatella ed è tipica di Napoli, della costiera amalfitana e in generale di alcune zone nella regione campagna. Se vai in queste zone devi assolutamente mangiare una sfogliatella, un dolce morbido con un ripieno cremoso. Mamma mia, mi viene l’acquolina in bocca solo a pensarci!

Infine, parlando di lingua italiana, la parola mille è usata spesso in sostituzione a “tanto”. Diciamo mille in alcune espressioni fisse, come: mille grazie, grazie mille. Oppure, quando rimproveriamo qualcuno possiamo dire: “ti sei dimenticato? L’ho già detto mille volte!”
Oppure usiamo “mille” in generale, quando vogliamo dire che abbiamo fatto molte cose: “Ho fatto mille cose questa mattina”, “al supermercato c’erano mille persone”, eccetera. Ma attenzione, se vogliamo contare, diciamo mille ma poi gli altri numeri sono duemila, tremila, quattromila, ecc. 

Finisco con un modo di dire, non troppo comune, ma secondo me interessante che dice: Chi fece un, fece mille.

Fece è il passato remoto del verbo fare e questo proverbio significa che la persona che fa una cosa, ne ha fatte mille. Quando dobbiamo fare qualcosa di grande è meglio partire dai piccoli passi, poi piano piano arriviamo al risultato.

Va bene, termino qui questo primo episodio. Grazie mille per l’ascolto, e buona giornata.

Pensieri e Parole - trascrizioni ed extra (Episodi 35-45)


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